In una recente analisi post-hoc dello studio TWICE, pubblicata su Osteoporosis and Sarcopenia, è stata analizzata l’efficacia del Teriparatide (TPTD) in relazione al numero di somministrazioni settimanali (1 o 2 volte a settimana).

Teriparatide, una o due volte a settimana

Il Teriparatide (TPTD) è un farmaco che promuove la crescita ossea ed è attualmente utilizzato per la gestione di pazienti che presentano un alto rischio di frattura. Lo studio del gruppo del prof. Yoshitsugo Sugimoto ha voluto indagare l’efficacia della somministrazione di 28,2 µg di TPDT due volte a settimana (2/W-TPDT), commercializzata di recente in Giappone e aggiunta alla precedente somministrazione di 20 µg una volta al giorno, rispetto alla somministrazione di 56,5 µg una volta a settimana (1/W-TPDT).

I candidati e i metodi dell’analisi

I partecipanti reclutati per questo studio di 48 settimane, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco di origine giapponese sono stati 553 e suddivisi in due gruppi:

  • al primo sono stati somministrati 28,2 µg di TPDT due volte a settimana (2/W-TPDT),
  • mentre al secondo sono stati somministrati 56,5 µg una volta a settimana (1/W-TPDT).

Ad entrambi i gruppi sono stati somministrati anche 610 mg di calcio, 400 UI di vitamina D3 e 30 mg di magnesio.

In questo studio è stato considerato come endpoint principale la misurazione e l’eventuale cambiamento della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) nella colonna lombare (L2-L4) a conclusione del periodo in esame. La misurazione è avvenuta tramite assorbimetria a doppio raggio-x della colonna lombare al basale, a 24 settimane e a 48 settimane. Sono stati anche analizzati campioni di sangue dei partecipanti alla ricerca di marcatori del turnover osseo (analizzati nelle settimane 4, 12, 24, 48).

Dati alla mano

Si è notato che nel gruppo 2/W-TPDT la BMD è aumentata considerevolmente. Questa percentuale è migliorata specialmente nei sottogruppi che non avevano una storia passata di fratture ossee. Anche nel gruppo 1/W-TPDT la percentuale di BMD è migliorata, soprattutto in pazienti con un’altezza inferiore a 150 cm. È da notare che, stranamente, la presenza o meno di passate fratture ossee nei candidati non ha influito in maniera significativa sulla BMD, cosa che invece è stata riscontrata fortemente nel gruppo 2/W-TPDT.

BMD e teriparatide

In generale, il gruppo di Sugimoto et al. ha riscontrato un forte incremento in entrambi i gruppi analizzati, sebbene non siano state evidenziate significative differenze nella portata di questo miglioramento.

In entrambi i gruppi, la presenza di un livello basale molto basso di BMD sembra essere l’elemento comune che ha determinato un incremento esponenziale di questo valore dopo il trattamento con TPDT. Gli autori di questo studio ci tengo però a sottolineare che questo incremento potrebbe verificarsi anche in pazienti i cui parametri si discostano da quelli basali dei candidati di questa analisi post-hoc.