Il paziente candidato ad interventi di chirurgia implantare  deve essere sottoposto ad un’accurata valutazione clinica, che ha lo scopo di indagare lo stato generale di salute del paziente. Con il crescente invecchiamento della popolazione, l’odontoiatra intercetta sempre più spesso pazienti in età medio-avanzata o senile, con un’alta prevalenza di patologie croniche fra cui occupano un posto rilevante anche i disturbi della sfera neuro-psichiatrica.

Le patologie neurologiche e i disturbi psichiatrici possono rappresentare una possibile controindicazione alla chirurgia implantare in quanto possono essere correlati a molteplici fattori di rischio quali una scarsa igiene del cavo orale, la presenza di parafunzioni dell’apparato masticatorio come il bruxismo, la xerostomia iatrogena (da psico-farmaci), il fenomeno della ripetuta introduzione del “dito in bocca” e infine disturbi comportamentali di vario genere e tipo, tutte condizioni che possono condurre a complicanze dopo la chirurgia orale (1). Per quanto riguarda nello specifico la demenza pre-senile e senile, esistono dati che il decadimento cognitivo possa essere associato a maggior rischio di edentulismo (correlazione fra demenza e scarsa igiene orale) e al contrario che un basso numero di denti possa essere predittivo di demenza in tarda età (correlazione significativa negli anziani tra masticazione e funzioni cerebrali superiori) (2).

I dati della letteratura inerenti il successo o meno della chirurgia implantare in questo setting di pazienti sono pochi e contraddittori. Sono noti solo case reports e piccole casistiche che hanno dimostrato in generale un successo della chirurgia implantare in pazienti con disabilità sia intellettiva sia fisica, inclusi casi di paralisi cerebrale, sindrome di Down, disordini psichiatrici, demenza, bulimia, morbo di Parkinson ed epilessia severa.

Rogers riporta il caso di un paziente affetto da paralisi cerebrale sottoposto con successo a completa riabilitazione implantare dell’arcata dentale inferiore (3). Ambard et al descrivono la riuscita riabilitazione dentale attraverso il posizionamento di impianti endostali in una giovane donna di 31 anni con una lunga storia di bulimia nervosa (4). Lopez-Jimenez et al descrivono il posizionamento di 67 impianti in un totale di 18 pazienti affetti da disfunzione mentale o fisica di vario genere riportando un tasso di fallimento implantare del 5,6%, pari a quello osservato negli individui sani (5). Kubo K et al descrivono la riuscita riabilitazione implantare in un paziente di 72 anni affetto da morbo di Parkinson, in corso di anestesia loco-regionale associata a infusione endovenosa di midazolam (6). Ekfeldt descrive il posizionamento di 35 impianti in una casistica di 14 pazienti affetti da disabilità neurologica di vario tipo condizionante disfunzione oro-facciale, con comparsa di complicanze maggiori solo in due pazienti (7). Oczakir et al riportano un alto tasso di successo implantare in una casistica di 25 pazienti affetti da varie e gravi disfunzioni oro-facciali (labbro leporino, sindrome di Down, sindrome di Sjogren, displasia ectodermica, ritardo di sviluppo, leucemia cronica, lichen planus, paralisi cerebrale, sordo-mutismo, sclerosi laterale amiotrofica) sottolineando l’importanza della sinergia fra il rigido protocollo di cura odontoiatrica e la compliance dei pazienti (8). Addy et al descrivono 3 casi di pazienti affetti da disturbi psichiatrici sottoposti con successo al posizionamento di impianti, sottolineando come i disturbi mentali non devono rappresentare necessariamente una controindicazione alla chirurgia implantare e che la riabilitazione funzionale ed estetica può altresì rappresentare un valido supporto sul piano psicologico in questi pazienti (9). Cune MS et al riportano un tasso di successo implantare del 97,6% in una casistica di 61 pazienti affetti da epilessia severa nonostante una non ottimale igiene orale nel 72% dei casi trattati (10). Infine Feijoo et al descrivono il successo implantare in una casistica di 8 pazienti con disabilità intellettuale di tipo non sindromico, sottolineando come l’edentulia sia un problema di grande impatto cosmetico e come la sua risoluzione possa restituire a questi pazienti sicurezza in termini di accettazione sociale (11).

Le patologie neuro-psichiatriche non devono quindi essere necessariamente considerate  una controindicazione assoluta alla chirurgia implantare; va tuttavia suggerita cautela in alcuni sottogruppi di pazienti, in particolare in quelli affetti da disturbi di tipo psicotico (schizofrenia), disturbi della personalità (pazienti “borderline”), dismorfofobia, lesioni cerebrali con correlato neuro-psichiatrico, demenza pre-senile o senile sia essa su base multinfartuale sia su base degenerativa. Nel sospetto che un disturbo di tipo psichiatrico possa influire negativamente sulla prognosi della chirurgia implantare, una consulenza preliminare di un medico psichiatra è utile e necessaria per una valutazione globale del paziente nella pianificazione della procedura odontoiatrica e in caso di posta indicazione alla chirurgia implantare, è necessario valutare la programmazione di una anestesia generale. Il successo finale della riabilitazione orale dipende pertanto da una attenta selezione dei pazienti e da un approccio medico globale (1).

La Tabella 1 riassume le raccomandazioni relative alla chirurgia orale e implantare nei pazienti neuro-psichiatrici.

 

Tabella 1. Raccomandazioni relative alla chirurgia orale e implantare nei pazienti neuro-psichiatrici.

Esiste una controindicazione alla chirurgia implantare nei pazienti neuro-psichiatrici? Esiste una controindicazione relativa ma non assoluta
Esiste una cautela in alcuni sottogruppi di pazienti? E’ necessario essere molto cauti nei pazienti affetti da

-disturbi di tipo psicotico (schizofrenia)

-disturbi della personalità (pazienti “borderline”)

-dismorfofobia

-lesioni cerebrali con correlato neuro-psichiatrico

-demenza pre-senile o senile

E’  necessaria una consulenza del medico psichiatra? E’ necessaria nel sospetto che il disturbo di tipo psichiatrico possa influire negativamente sulla prognosi della chirurgia implantare
E’ necessaria l’anestesia generale? E’ utile in casi selezionati

 

Bibliografia

1.Diz P, Scully C, Sanz M.Dental implants in the medically compromised patient. Dental implants in the medically compromised patient.J Dent. 2013 Mar;41(3):195-206.

  1. Maria Cristina Rossi, Daniele Venturoli, Alessandro Micarelli et al. Edentulismo e Demenza: esiste una correlazione scientificamente provata?. Quintessenza Internazionale e JOMI. Anno 31. Numero 1. 2015.

3.Rogers JO. Implant-stabilized complete mandibular denture for a patient with cerebral palsy. Dental Update 1995;22:23–6.

4.Ambard A, Mueninghoff L. Rehabilitation of a bulimic patient using endosteal implants. Journal of Prosthodontics 2002;11:176–80.

5.Lopez-Jimenez J, Romero-Domınguez A, Gimenez-Prats MJ. Implants in handicapped patients. Medicina Oral 2003;8:288–93.

6.Kubo K, Kimura K. Implant surgery for a patient with Parkinson’s disease controlled by intravenous midazolam: a case report. International Journal of Oral and Maxillofacial Implants 2004;19:288–90.

7.Ekfeldt A. Early experience of implant-supported prostheses in patients with neurologic disabilities. International Journal of Prosthodontics 2005;18: 132–8.

8.Oczakir C, Balmer S, Mericske-Stern R. Implant-prosthodontic treatment for special care patients: a case series study. International Journal of Prosthodontics 2005;18:383–9.

9.Addy L, Korszun A, Jagger RG. Dental implant treatment for patients with psychiatric disorders. European Journal of Prosthodontics and Restorative Dentistry 2006;14: 90–2.

10.Cune MS, Strooker H, Van der Reijden WA, de Putter C, Laine ML, Verhoeven JW. Dental implants in persons with severe epilepsy and multiple disabilities: a long-term retrospective study. International Journal of Oral and Maxillofacial Implants 2009;24:534–40.

11.Feijoo JF, Limeres J, Diniz M, Del Llano A, Seoane J, Diz P. Osseointegrated dental implants in patients with intellectual disability: a pilot study. Disability and Rehabilitation 2012;34:2025–30.