Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia metabolica cronica caratterizzata da un elevato livello di glucosio nel sangue e resistenza all’insulina. Sebbene i pazienti con prediabete e diabete di nuova diagnosi abbiano un rischio di frattura da normale a ridotto, crescenti evidenze dimostrano che i pazienti con diabete di tipo 2 conclamato hanno un rischio di frattura più elevato, nonostante una densità minerale ossea da normale a aumentata (BMD) [1-3]. Poiché la BMD è solo uno dei fattori che contribuiscono alla resistenza ossea, questo aumento del rischio di fratture può essere causato da altri fattori che non vengono rilevati dalle misurazioni della BMD.

Livelli di glucosio e salute delle ossa

Un gruppo di ricercatori cinesi ha quindi condotto lo studio The Prevalence of Osteoporosis Tested by Quantitative Computed Tomography in Patients With Different Glucose Tolerances, pubblicato su The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, per confrontare le caratteristiche ossee rilevate utilizzando la tomografia computerizzata quantitativa (QCT) e altri fattori metabolici rilevanti per la salute delle ossa in soggetti cinesi con normale tolleranza al glucosio, ridotta tolleranza al glucosio e diabete e per valutare l’associazione tra i diverso livelli di glucosio rilevati con analisi di laboratorio e le caratteristiche ossee rilevate da QCT.

Popolazione studiata

L’indagine trasversale è stata condotta a Pinggu, in Cina, su 4001 partecipanti, il 47% uomini. È stato effettuato il test di tolleranza al glucosio orale ed è stata utilizzata QCT per misurare la densità minerale ossea volumetrica (vBMD) delle vertebre lombari da 2 a 4.

Tra i 4001 partecipanti ammissibili, l’età media era di 47,41 ± 11,86 anni. La prevalenza dell’osteoporosi valutata dal QCT era del 10,6% nel gruppo (2211 partecipanti) con normale tolleranza al glucosio (NGT), del 14,8% nel gruppo (1161 partecipanti) con ridotta tolleranza al glucosio (IGT) e del 16,9% nel gruppo (629 partecipanti) con diabete di tipo 2. L’analisi di regressione lineare multivariata ha mostrato che l’età era associata negativamente alla vBMD, mentre l’indice di massa corporea e il rapporto vita-fianchi erano positivamente associati alla vBMD in tutti i partecipanti. Tuttavia, i livelli di emoglobina A1c, glicemia a digiuno e glucosio postprandiale non sono stati associati a vBMD dopo aggiustamento per sesso, età, pressione arteriosa sistolica e diastolica, indice di massa corporea, colesterolo totale, trigliceridi, colesterolo HDL e LDL, FT4, FT3, TSH, rapporto albumina-creatinina nelle urine, creatinina e acido urico.

Conclusioni dello studio

Nonostante le limitazioni dichiarate dai ricercatori, legate principalmente all’assenza di informazioni in merito alla dieta e allo stile di vita dei partecipanti, e alla conseguente cautela necessaria, lo studio dimostra che i livelli di emoglobina glicata HbA1c, glicemia a digiuno (FPG) e glucosio postprandiale (PPG) non sono associati a vBMD, dopo aggiustamento per i fattori metabolici nel campione cinese.

La prevalenza dell’osteoporosi valutata dal QCT è stata del 10,6% nel gruppo NGT, del 14,8% nel gruppo IGT e del 16,9% nel gruppo DM. I livelli di HbA1c, FPG e PPG non sono stati associati a vBMD dopo aggiustamento per i fattori metabolici.

Lo studio

Yufeng Li, Zihou Zhao, Liangying Wang, Zuodi Fu, Linong Ji, Xiaohong Wu, The Prevalence of Osteoporosis Tested by Quantitative Computed Tomography in Patients With Different Glucose Tolerances, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 105, Issue 1, January 2020

Riferimenti bibliografici

  1. Vestergaard P. Discrepancies in bone mineral density and fracture risk in patients with type 1 and type 2 diabetes–a meta-analysis. Osteoporos Int. 2007;18(4):427–444.
  2. Janghorbani M, Van Dam RM, Willett WC, Hu FB. Systematic review of type 1 and type 2 diabetes mellitus and risk of fracture. Am J Epidemiol. 2007;166(5):495–505.
  3. Moayeri A, Mohamadpour M, Mousavi SF, Shirzadpour E, Mohamadpour S, Amraei M. Fracture risk in patients with type 2 diabetes mellitus and possible risk factors: a systematic review and meta-analysis. Ther Clin Risk Manag. 2017;13:455–468.