La massa ossea può essere valutata in termini densitometrici (Bone Mineral Density, BMD) tramite diverse tecniche, raggruppate con il ben noto termine di mineralometria ossea computerizzata (MOC): MOC-SPA (a singolo raggio fotonico), -DPA (a doppio raggio fotonico), -QTC (tomografia quantitativa computerizzata), -QUS (ultrasonografia quantitativa). Allo stato attuale dell’arte, tuttavia, sono solamente i valori la MOC-DXA a poter essere impiegata al fine di diagnosticare la principale patologia metabolica dello scheletro, ossia l’osteoporosi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, definisce l’osteoporosi come una condizione di densità ossea inferiore oltre le 2.5 deviazioni standard da un valore di riferimento, detto T-score, applicabile a valori densitometrici ottenuti tramite metodica DXA.

L’introduzione della MOC risale ai primi anni ’80, mentre il primo scanner DXA (precedentemente DEXA, dual-energy X-ray absorptiometry) è stato commercializzato a partire dal 1987.

MOC-DXA up-to-date

Oggi questa tecnologia costituisce la più diffusa e riproducibile metodica di indagine quantitativa della BMD. Si correla sia con la resistenza ossea che con il rischio fratturativo.

Per quanto riguarda quest’ultimo, la tecnologia prevede oggi l’integrazione della tecnica MXA di morfometria vertebrale.

La DXA costituisce un esame radiologico, caratterizzato però da una dose radiante estremamente ridotta: in accordo con l’American Association of Physicists in Medicine (AAPM) e l’American Board of Radiology (ABR), questa si attesta sugli 0.001 mSv, pari a un centesimo di quello di una radiografia standard del torace e comparabile all’esposizione per sole 3 ore alla radiazione di fondo ambientale. La dose cutanea, inferiore ai 50 μGy, quindi a sua volta minimale, non è peraltro indicativa del rischio reale, data la circoscrizione dell’area cutanea esposta.

L’esame, basato sul principio dell’attenuazione, consiste nell’irradiazione un segmento osseo con due fasci collimati di raggi X a diversi livelli di energia, ottimizzando così la distinzione tra i tessuti duri e molli. Rispetto alle tecniche usate in precedenza, risulta vantaggioso per quanto riguarda tempi di scansione e risoluzione spaziale (e quindi dell’immagine).

Viene quantificato il contenuto minerale osseo (bone mineral content BMC), proiettandolo su di una superficie: ciò ne deriva è appunto il BMD (unità di misura: g/cm2 di segmento osseo). Può essere virtualmente condotto su qualsiasi segmento osseo: attualmente, i siti principali sono quello centrale (vertebre lombari da L1 a L4) e il femore prossimale, corrispondenti alle più comuni sedi di frattura, ma è contemplato anche l’avambraccio. Sulla colonna lombare è applicabile il trabecular bone score (TBS), un tool indicativo della micro-architettura ossea e pure utile ai fini della predittività fratturativa.

Come anticipato, la refertazione densitometrica di osteoporosi si basa sul confronto tra il valore di BMD del singolo paziente con il valore medio di una popolazione sana giovane (30 anni), espresso in termini di deviazione standard (T-score). Tali criteri OMS non sono possono essere applicati a donne in età premenopausale né una popolazione maschile di età inferiore ai 50 anni.

La stessa DXA esprime però anche lo Z-score, in grado di raffrontare la BMD del paziente con il valore medio dei soggetti di pari età e sesso, e che si presta, pertanto, alla diagnosi di patologia osteometabolica nel paziente giovane. In questo caso, il limite inferiore del range atteso per l’età equivale a -2 deviazioni standard.

Riferimenti bibliografici relativi a Mineralometria ossea computerizzata, MOC-DXA

https://www.siommms.it/wp-content/uploads/2015/11/Linee-guida-OP_2015.pdf

https://www.who.int/chp/topics/Osteoporosis.pdf

https://www.radiologyinfo.org/en/info.cfm?pg=safety-xray#part3

https://www.aapm.org/meetings/03AM/pdf/9873-13152.pdf

http://www.jgerontology-geriatrics.com/wp-content/uploads/2016/09/04-Guglielmi-2.pdf

https://webthesis.biblio.polito.it/8909/1/tesi.pdf

https://webthesis.biblio.polito.it/8178/1/tesi.pdf

(https://www.iaea.org/resources/rpop/health-professionals/other-specialities-and-imaging-modalities/dxa-bone-mineral-densitometry)

(https://www.aapm.org/meetings/03AM/pdf/9873-13152.pdf)