La metodica dual energy x-ray absorptiometry (DXA o DEXA) rappresenta oggi la più diffusa e riproducibile tecnica MOC (mineralometria ossea computerizzata) nella misurazione quantitativa del contenuto scheletrico di calcio (densità minerale ossea BMD). Va inoltre ricordato che, allo stato attuale dell’arte, il T-score necessario alla diagnosi della principale patologia osteometabolico, l’osteoporosi, può essere applicato, per gli standard dettati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO), esclusivamente ai valori densitometrici raccolti tramite MOC-DEXA, appunto.

Partendo da questi presupposti, pare logico il perché molti degli sforzi nell’innovazione della diagnostica scheletrica siano stati siano stati incanalati nell’implementazione delle sistematiche di questo tipo. Il trabecular bone score (TBS) rappresenta un tool di recente introduzione (già approvato dalla FDA statunitense), che viene appunto incorporato nei sistemi DEXA, rispetto a cui non costituisce un esame addizionale.

Non è infrequente che su soggetto venga interessato da un episodio fratturativo in assenza di un significativo decremento della BMD.

L’algoritmo acquisisce e rielabora le variazioni della scala di grigio (corrispondenti all’attenuazione del fascio di raggi X) nei diversi pixel, ovvero in ogni singolo punto dell’immagine DEXA della colonna lombare (L1-L4). Tali valori sono indicativi delle diverse conformazioni micro-architetturali dell’osso trabecolare. Vertebre eventualmente già affette da fratture vengono escluse dal calcolo.

Ciò che si ottiene, senza esporre il paziente a ulteriori radiazioni, è un indice quantitativo, detto appunto trabecular bone score, che viene letto in maniera complementare al dato della BMD. Per esattezza, il TBS non è un indicatore diretto ma è correlato ad alcune caratteristiche tridimensionali come numero e densità delle trabecole ossee.

Trabecular bone score: valori di riferimento

La variabile, al pari della BMD, è correlata all’età: tra i 30 e i 45 anni non si osservano grosse alterazioni del TBS; nella fase successiva della vita si osserva un progressivo decremento, in misura maggiore sul sesso femminile. Un TBS ridotto è indicativo di una micro-architettura debole, esposta alle fratture. Volendo definire in questo senso dei valori di riferimento, un gruppo di lavoro internazionale ha fornito i seguenti range (unità di misura adimensionale) validi per soggetti di sesso femminile in fase post-menopausale:≥1350 normale; 1349–1201 micro-architettura parzialmente degradata; ≤1200 micro-architettura degradata.

Lo stato attuale delle evidenze, le quali consistono in un numero rilevante di studi cross-sezionali e prospettici, indica nel TBS un dato predittivo del rischio fratturativo, in sede vertebrale e anche extravertebrale, nelle donne in menopausa. Tali indicazioni sono confermate anche da studi sulla popolazione maschile. La variabile viene confrontata con la BMD e risulta utile nella stratificazione dei pazienti osteoporotici e, ancora di più, nella fascia di osteopenia, che, nel caso della MOC-DEXA, corrisponde a un T-score compreso tra -1 e -2.5 deviazioni standard.

Letteratura di riferimento su TBS e densitometria ossea

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4538791/pdf/emss-64652.pdf

http://www.jgerontology-geriatrics.com/wp-content/uploads/2016/09/04-Guglielmi-2.pdf

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25166040