Carla Lertola
Carla Lertola, dietologa

Nonostante l’oramai assodata eziologia multifattoriale dell’osteoporosi, la sua patogenesi non è ancora del tutto chiara. Ricerche recenti hanno evidenziato come la nutrizione della madre durante la gravidanza e il successivo allattamento possa avere conseguenze a lungo termine anche sul metabolismo osseo della prole.
Per tale motivo, la teoria del DOHaD (Developmental Origins of Health and Disease), che ritiene che l’esposizione ambientale nei primi anni di vita determini il rischio di malattie cardiovascolari nell’età adulta, potrebbe essere estesa anche ad altri campi. La review “Maternal nutrition and the developmental origins of osteoporosis in offspring: potential mechanisms and clinical implications” ha lo scopo di indagare le conseguenze dell’alimentazione materna sulla salute dell’osso dei figli e può gettare le basi per future ricerche in tale ambito.

Carla Lertola, dietologa


L’osteoporosi è il più frequente disturbo del metabolismo osseo e aumenta la morbilità e la mortalità degli esseri umani. Conseguenze della minor densità minerale e dell’anomala microarchitettura ossea causate dall’osteoporosi sono l’aumento della fragilità ossea e del rischio di fratture. La malattia metabolica colpisce entrambi i sessi e tutte le razze.
Per farsi un’idea dell’entità del problema, basti pensare che il numero di donne di età superiore ai 50 anni che soffrono di osteoporosi salirà a oltre 10 milioni entro quest’anno e che, negli USA, la prevalenza di fratture correlate all’osteoporosi è di oltre 1,5 milioni all’anno: Il tasso di mortalità entro un anno dalla frattura dell’anca è compreso tra il 5% e il 20% e si stima che nel 2050 il numero di fratture dell’anca aumenterà del 240% nelle donne e del 310% negli uomini, con 6,26 milioni di fratture dell’anca in tutto il mondo.
Le fratture vertebrali sono caratteristiche dell’osteoporosi e tendono a verificarsi in età più giovane rispetto ad altre fratture e sono associate a maggiori rischi di successive fratture anche non vertebrali.

L’osteoporosi è un problema di salute globale, con un carico sociale ed economico in ascesa in tutto il mondo.

L’insorgere di malattie metaboliche può essere correlato agli stili di vita nella prima infanzia

Negli ultimi anni è emerso in modo sempre più chiaro che l’ambiente della prima infanzia determina lo sviluppo delle malattie nell’età adulta. Studi epidemiologici e su animali hanno dimostrato che la malnutrizione precoce può influire sullo sviluppo di una serie di malattie cardiometaboliche, come obesità, insulino-resistenza, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e ictus. In particolare, lo stile di vita dei primi anni e specialmente la nutrizione intrauterina e postnatale hanno effetti metabolici a lungo termine nella vita adulta.
Questa teoria, proposta per la prima volta negli anni ’90, è nota come “Origini dello sviluppo della salute e della malattia (DOHaD)” e dimostra che le risposte adattative nel bambino possono determinare, a lungo termine, il rischio di malattie negli adulti. Nonostante la numerosa letteratura a testimonianza di tali legami, le associazioni tra nutrizione materna e/o perinatale e osteoporosi nella prole in età avanzata non erano state completamente chiarite e sono state analizzate attraverso la revisione “Maternal nutrition and the developmental origins of osteoporosis in offspring: potential mechanisms and clinical implications“.

Alimentazione materna e nella prima infanzia e sue implicazioni per l’osteoporosi

La fase iniziale della vita e specialmente il periodo perinatale rappresentano la finestra temporale critica per la crescita e lo sviluppo.
L’accumulo di minerali nelle ossa è influenzato da fattori ambientali durante l’infanzia e la pubertà ed è relativamente più rapido nei primi anni di vita. Inoltre, l’assunzione di sostanze nutritive da parte della madre durante la gravidanza può avere effetti sulla salute metabolica delle ossa nella prole.

Prove crescenti suggeriscono che la nutrizione della madre in fase di gestazione e della prole nella prima infanzia svolga un ruolo significativo nel metabolismo osseo e determini la suscettibilità all’osteoporosi in età avanzata.

Prove emergenti hanno fortemente suggerito che le modificazioni epigenetiche potrebbero essere i meccanismi alla base delle origini evolutive dell’osteoporosi. Tuttavia, il meccanismo dettagliato tra epigenetica e osteoporosi non è stato ancora completamente chiarito. Pertanto, sono necessari ulteriori studi clinici e di base per chiarire i potenziali meccanismi. I ricercatori affermano che le origini evolutive dell’osteoporosi possano fornire una base teorica per la prevenzione precoce dell’osteoporosi.

Lo studio

Zheng, J., Feng, Q., Zheng, S., & Xiao, X. (2018). Maternal nutrition and the developmental origins of osteoporosis in offspring: Potential mechanisms and clinical implicationsExperimental Biology and Medicine243(10), 836–842. https://doi.org/10.1177/1535370218779024