Maurizio Rondinelli
Maurizio Rondinelli, endocrinologo

Un tema apparentemente semplice come quello dell’apporto di latte e latticini nella nostra dieta mostra invece la sua complessità.

L’articolo Milk and Health è interessante soprattutto perché presenta molti dati relativi a vari aspetti della salute (citando numerose referenze), anche se spesso con una variabilità importante.

Stringendo il campo all’ambito della corretta supplementazione nei pazienti affetti da osteoporosi, le nostre linee guida affermano che è preferibile, ove possibile, correggere il ridotto introito di calcio con un approccio alimentare adeguato e ci ricordano che l’apporto medio giornaliero di calcio nella popolazione italiana risulta insufficiente, specie in età senile.

Questa carenza alimentare può contribuire alla negativizzazione del bilancio calcico e a una deleteria condizione di iperparatiroidismo secondario.

Le eventuali dosi consigliabili di supplementi di calcio vanno commisurate al grado di carenza alimentare (in genere comunque non sono opportune dose superiori ai 500-600 mg/die).

Per i pazienti in terapia con farmaci antiriassobitivi potenti (come denosumab o zoledronato) un supporto di calcio con la supplementazione è quasi sempre mandatario.

Maurizio Rondinelli, endocrinologo


Latte e salute

Un gruppo di ricercatori di Boston ha condotto un’ampia analisi della letteratura, pubblicata su The England Journal of Medicine, per indagare i benefici e i possibili rischi correlati all’assunzione di latte. In particolare, gli autori hanno analizzato l’impatto su crescita e sviluppo, salute delle ossa e rischi di fratture, obesità, malattie cardiovascolari, diabete, allergie e vari tipi di cancro.

Il latte vaccino comprende una complessa combinazione di macronutrienti, micronutrienti e fattori promotori della crescita che possono essere utili per la nutrizione umana; tuttavia, tutti questi nutrienti possono essere ricavati anche da altre fonti, come dimostra il fatto che non se ne rilevano carenze in individui di società che tradizionalmente consumano ridotti quantitativi di prodotti lattiero-caseari.

Consumo di latticini: pro e contro

I ricercatori affermano che, negli adulti, le evidenze scientifiche non supportano, nel complesso, l’ipotesi che un elevato consumo di prodotti lattiero-caseari riduca il rischio di fratture, motivazione principale che ha indotto a promuovere il consumo di tali alimenti negli Stati Uniti. Inoltre, il consumo di prodotti lattiero-caseari non è stato chiaramente correlato al controllo del peso e al rischio sviluppare diabete o malattie cardiovascolari.

L’elevato consumo di latticini è associato a un leggero aumento del rischio di cancro alla prostata e di carcinoma dell’endometrio, ma riduce il rischio di cancro del colon-retto.

È importante notare che l’effetto del consumo di latticini sulla salute è da mettere in relazione all’effetto del consumo di altri alimenti e bevande: per molti versi, consumare latticini è meno dannoso che consumare carne rosso o suoi derivati o bevande zuccherate, ma il confronto è sfavorevole se effettuato con fonti di proteine vegetali, come le noci. Inoltre consumare latticini con ridotto contenuto di grassi non sembra offrire vantaggi rispetto al consumo di prodotti lattiero-caseari interi.

Gli effetti del consumo di latte vaccino sulla salute dei bambini sono meno chiari a causa delle maggiori esigenze nutrizionali necessarie per la crescita e per il fatto che i dati disponibili sono più limitati. Nella prima infanzia, in mancanza di latte materno, il latte vaccino può fornire un prezioso sostituto. Il latte promuove la velocità di crescita e permette di raggiungere una maggior altezza, il che comporta sia rischi sia benefici. L’elevato potere nutritivo del latte può essere particolarmente utile per le popolazioni di regioni in cui la qualità generale della dieta è scarsa e l’apporto calorico è deficitario.

Tuttavia, in caso di alimentazione adeguata, l’eccessivo consumo di latte può aumentare il rischio di fratture in età avanzata e resta preoccupante l’associazione tra una maggiore altezza e il rischio di cancro.

Quando è raccomandato il consumo di latticini

I ricercatori sostengono che la raccomandazione – attualmente adottata negli Stati Uniti – di aumentare notevolmente il consumo di latticini a tre o più porzioni al giorno sia infondata.

L’assunzione ottimale di latte dipende dalla qualità generale della dieta dei singoli individui.

Se la qualità della dieta è scadente, in popolazioni economicamente svantaggiate, il consumo di latticini è utile, soprattutto per i bambini; ma se la qualità della dieta è buona, è improbabile che un maggior apporto di latticini possa fornire sostanziali benefici, mentre è possibile che vengano riportati alcuni danni.

Se il consumo di latte è scarso, è possibile – specie nelle popolazioni che vivono a latitudini più elevate – che l’apporto di calcio e vitamina D sia insufficiente e che sia necessario assumere questi nutrienti attraverso l’assunzione di altri alimenti o integratori che, peraltro, non hanno le potenziali conseguenze negative dei latticini.

Per il calcio, fonti alimentari alternative includono cavoli, broccoli, tofu, noci, fagioli e succo d’arancia fortificato; per quanto concerne la vitamina D, un livello adeguato può essere raggiunto attraverso l’assunzione di integratori, che hanno un costo molto inferiore rispetto al latte fortificato.

In attesa di ulteriori studi e linee guida, per gli adulti è consigliabile

assumere da zero a due porzioni di latte o latticini al giorno e preferire il latte a basso contenuto di grassi al latte intero; inoltre, per le popolazioni con alti tassi di sovrappeso e obesità è raccomandato evitare il consumo di latticini zuccherati.

Walter C. Willett, David S. Ludwig,  Milk and Health, N Engl J Med 13 feb 2020;382:644-54, doi10.1056/NEJMra1903547