L’eziologia dell’osteoporosi è multifattoriale e, tra le eziologie già note, si ritiene che i fattori dietetici abbiano una grande importanza. Tuttavia, la maggior parte degli studi esistenti si concentra sull’assunzione di calcio, mentre sono raramente studiati altri fattori dietetici, in particolare gli oligoelementi, che possono anche svolgere un ruolo significativo nella prevenzione dell’osteoporosi (OP) [1].

Il selenio (Se) è un oligoelemento essenziale per l’essere umano: una carenza di Se può portare a un aumento dei livelli intracellulari di specie reattive dell’ossigeno (ROS), considerati causa prossimale nella patogenesi dell’OP [2].

Diversi studi sull’uomo che hanno analizzato l’associazione tra concentrazione di Se e BMD o frattura dell’anca osteoporotica, ma i risultati sono inconcludenti, inoltre la maggior parte degli studi si è focalizzata sulla concentrazione di Se nel sangue piuttosto che sull’assunzione di Se nella dieta.

Per colmare questa lacuna di conoscenza, è stato condotto uno studio trasversale su un ampio campione per valutare l’associazione tra l’assunzione di Se con la dieta e la prevalenza di OP in una popolazione cinese di mezza età e anziana.

Assunzione di selenio e prevalenza di osteoporosi

Un gruppo di ricercatori della Central South University di Changsha in China ha esaminato la correlazione tra l’assunzione di selenio con la dieta (Se) e la prevalenza di osteoporosi (OP) nella popolazione di mezza età e anziana in Cina.

I dati dello studio pubblicato su BMC Musculoskeletal Disorders sono stati raccolti da uno studio trasversale sulla popolazione condotto presso l’Health Management Centre dell’ospedale Xiangya.

Metodi

L’assunzione di Se attraverso la dieta è stata valutata usando un questionario semiquantitativo di frequenza alimentare validato. L’osteoporosi è stata diagnosticata sulla base di scansioni della densità minerale ossea utilizzando un sistema compatto di assorbimetria radiografica. La correlazione tra l’assunzione di Se nella dieta e la prevalenza di OP è stata principalmente esaminata attraverso un modello di regressione logistica multivariabile.

Risultati

Lo studio trasversale ha incluso un totale di 6.267 soggetti di età pari o superiore a 40 anni (età media: 52,2 ± 7,4 anni; 42% donne) e la prevalenza di OP tra i soggetti inclusi è stata del 9,6% (2,3% negli uomini e 19,7% nelle donne).

Rispetto al quartile più basso, che ha assunto con la dieta mediamente 22,8 μg/day di Se, il secondo quartile (assunzione di Se media 34,8 μg/day) ha avuto rapporti di probabilità (odds ratio OR) – dopo aggiustamento per assunzione di calorie, età, sesso e indice di massa corporea (BMI) – di OP pari a 0,72 (intervallo di confidenza al 95% CI 0,55-0,94), il terzo quartile (assunzione di Se media 45,0 μg/day) 0,72 (IC al 95% 0,51-1,01), il quarto quartile (assunzione di Se media 63,4 μg/day) 0,47 (IC 95% 0,31-0,73), con P per tendenza = 0,001.

I risultati sono rimasti coerenti in soggetti maschi e femmine.

L’aggiustamento per ulteriori potenziali fattori confondenti (ad es. fumo, stato di consumo, livello di attività fisica, assunzione di integratori alimentari, diabete, ipertensione, apporto di fibre e apporto di calcio) non ha comportato cambiamenti sostanziali nei risultati.

Inoltre è stata osservata una correlazione negativa tra l’assunzione di Se nella dieta e l’OR per OP, con una relazione dose-risposta.

Conclusioni

In soggetti di età pari o superiore ai quarant’anni, livelli più bassi di assunzione di selenio attraverso la dieta corrispondono a una maggiore prevalenza di OP con una correlazione dose-risposta.

Lo studio

Wang Y, Xie D, Li J, Long H, Wu J, Wu Z, He H, Wang H, Yang T, Wang Y Association between Dietary Selenium Intake and the Prevalence of Osteoporosis: A Cross-Sectional Study. BMC, 22 nov 2019.

Bibliografia

  1. Zofkova I, Nemcikova P, Matucha P Trace elements and bone health. Clin Chem Lab Med 2013, 51(8):1555-1561.
  2. Manolagas SC From estrogen-centric to aging and oxidative stress: a revised perspective of the pathogenesis of osteoporosis. Endocr Rev2010, 31(3):266-300