Carla Lertola
Carla Lertola, dietologo

L’associazione tra vitamina D, calcio e osteoporosi è oramai nota e confermata da numerosi studi scientifici e metanalisi.
Meno nota e più recente è invece la correlazione tra la salute dell’osso e i livelli di potassio, assunto attraverso gli alimenti e presente in particolar modo nei vegetali e nella frutta. L’alimentazione svolge infatti un ruolo importante nella regolazione dell’equilibrio acido-base.
La western diet (ricca di carne, cereali raffinati, zuccheri e alimenti processati) conduce ad acidosi metabolica. Per ristabilire il corretto equilibrio acido-base l’osso rilascia in continuazione sali alcalini, e ciò potrebbe essere causa di perdita minerale ossea e di conseguente osteoporosi. I sali di potassio sembrerebbero però in grado di tamponare l’acidosi, preservando così la massa ossea.
Lo studio “The Association of Potassium Intake With Bone Mineral Density and the Prevalence of Osteoporosis Among Older Korean Adults” ha confrontato l’assunzione di potassio (stimata attraverso un recall delle 24 ore) con la densità minerale ossea (misurata attraverso la DEXA) e ha evidenziato che nelle donne alte assunzioni di potassio sono correlate a una maggior densità minerale ossea e a minor rischio di sviluppare osteoporosi (anche dopo correzioni delle variabili).
I risultati sono però da confermare con ulteriori studi.

Carla Lertola, dietologa
Chiara Ramponi, dietista


L’osteoporosi è caratterizzata da una bassa densità di massa ossea e da una compromissione della struttura ossea, con conseguente maggior vulnerabilità alle fratture. La malattia è associata all’età e, a causa dell’invecchiamento della popolazione, comporta un pesante onere per la salute pubblica globale. In particolare, in Corea, la prevalenza dell’osteoporosi è stata del 7,3% nei maschi e del 38,0% nelle femmine di età ≥ 50 anni nel 2011 e ha continuato ad aumentare. I ricercatori coreani ritengono che questa tendenza sia il risultato di uno stile di vita dietetico occidentalizzato, cui si aggiungono fattori demografici e sociologici.

La dieta contribuisce all’insorgenza dell’osteoporosi

La dieta è un fattore modificabile cruciale per lo sviluppo dell’osteoporosi e per il rischio di fratture. Anche se la dieta gioca un ruolo importante nella salute delle ossa, la maggior parte degli studi si è concentrata su singoli nutrienti, tra cui calcio e vitamina D o su integratori contenenti questi nutrienti. Recentemente, attraverso studi osservazionali basati sulla popolazione, sono stati identificati gli effetti benefici del potassio contenuto in frutta e verdura sulla salute delle ossa.

Valenza alcalinizzante del potassio

L’ipotesi più accreditata è che il beneficio dell’assunzione di potassio con la dieta sulla salute delle ossa sia dovuto al ruolo che il potassio ha nell’equilibrio acido-base. La dieta occidentale, che comprende carni rosse e cereali, produce un’acidosi metabolica di basso grado. Il rilascio continuo di sali alcalini dall’osso per ripristinare l’equilibrio acido-base potrebbe causare perdita ossea e osteoporosi. L’assunzione di frutta e verdura potrebbe bilanciare questa acidità in eccesso, fornendo sali alcalini di potassio. Pertanto, si pensa che il sale alcalino di potassio prevenga il riassorbimento osseo per l’omeostasi del pH. Inoltre, l’aumento dell’assunzione di potassio incrementa la ritenzione urinaria, riducendo la perdita di calcio e creando così un bilancio del calcio più positivo e inibendo il riassorbimento osseo. Il bicarbonato di potassio, ma non il bicarbonato di sodio, ha ridotto l’escrezione urinaria di calcio negli uomini sani e il citrato di potassio ha ridotto l’escrezione urinaria di calcio negli uomini con nefrolitiasi dell’acido urico. Tutto ciò suggerisce che l’effetto positivo del potassio potrebbe manifestarsi attraverso la soppressione del riassorbimento del calcio o riduzione della dissoluzione del minerale osseo e la conseguente liberazione di carbonato o entrambi.

Lo studio “The Association of Potassium Intake With Bone Mineral Density and the Prevalence of Osteoporosis Among Older Korean Adults” mira a identificare il legame tra potassio nella dieta e la prevalenza dell’osteoporosi e dell’osteopenia nei coreani a rischio, utilizzando i dati delle indagini nazionali. I ricercatori hanno inoltre anche analizzato la correlazione dell’assunzione di potassio con la densità minerale ossea (BMD).

L’assunzione di potassio con la dieta favorisce la salute delle ossa

Lo studio retrospettivo e trasversale ha coinvolto 8.732 uomini e donne in postmenopausa di età superiore ai 50 anni che hanno completato il National Health and Nutrition Survey (KNHANES IV-V) tra il 2008 e il 2011. Il programma KNHANES si compone di indagini trasversali e rappresentative a livello nazionale condotte dalla Divisione di sorveglianza delle malattie croniche e dai Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie. Il KNHANES IV-V, condotto su 21.303 partecipanti, ha previsto, tra gli altri, esami sulla densità minerale ossea, interviste sulla salute e sulle abitudini nutrizionali. Per lo studio sono state selezionate donne in postmenopausa e uomini di età pari o superiore a 50 anni.

Come metodo per verificare l’assunzione di potassio è stata utilizzata la dieta di richiamo di 24 ore. La densità minerale ossea (BMD) è stata misurata in tre siti (anca totale, collo del femore e colonna lombare) mediante densitometria DEXA . Per esaminare il legame tra l’assunzione di potassio e la prevalenza di osteoporosi e osteopenia è stata usata la regressione logistica multinomiale, dopo il controllo delle potenziali variabili confondenti.

I risultati dello studio mostrano che, tra gli uomini, la BMD del femore totale e del Triangolo di Ward è significativamente diversa a seconda dell’assunzione di potassio (P=0,031 e P=0,010, rispettivamente). Le donne nel terzile superiore per l’assunzione di potassio hanno mostrato BMD più elevato rispetto a quelle del terzile inferiore in tutti i siti di misurazione (tutte P <0,05). L’assunzione giornaliera di potassio è significativamente correlata a un ridotto rischio di osteoporosi alla colonna lombare nelle donne in postmenopausa (odds ratio: 0,68, intervallo di confidenza al 95%: 0,48-0,96, tendenza P = 0,031). Tuttavia, negli uomini, il livello dietetico di potassio non è correlato al rischio di osteoporosi.

I risultati indicano che livelli dietetici più alti di potassio hanno un effetto favorevole sulla salute delle ossa e prevengono l’osteoporosi nelle donne coreane anziane.

Lo studio dimostra il legame positivo tra assunzione di potassio con la dieta e salute delle ossa tra gli anziani coreani, in particolare nelle donne. Dopo l’aggiustamento per i confondenti, la prevalenza dell’osteoporosi a livello della colonna lombare è inferiore del 32% nelle donne con un consumo di potassio più elevato rispetto a quelle con un consumo inferiore. Tuttavia, questa associazione non era significativa tra gli uomini; questa disparità può essere dovuta al diverso grado di completamento del modello di dieta di richiamo di 24 ore tra uomini e donne; n generale, in Corea le donne preparano i pasti e sono più informate sui contenuti dietetici degli alimenti, il che può portare a una raccolta di dati più affidabile da parte delle donne. Inoltre, è possibile che gli effetti confondenti residui, come il fumo e il bere, abbiano avuto una maggiore influenza sulle associazioni nulle negli uomini rispetto alle donne.

Lo studio presenta alcune limitazioni, legate principalmente alla sua trasversalità e al metodo della dieta di richiamo di 24 ore utilizzato, e gli autori suggeriscono la necessità di effettuare ulteriori studi prospettici con un metodo di valutazione dietetica più preciso per verificare il legame tra il livello di consumo alimentare di potassio e la salute delle ossa.