Carla Lertola
Carla Lertola, dietologo

Al giorno d’oggi l’osteoporosi e le fratture che ne conseguono sono un problema di salute pubblica. La malattia colpisce in prevalenza la popolazione anziana.
Un importante fattore che contribuisce a prevenire tale problematica è l’alimentazione. Pertanto, sono numerosi gli studi che indagano il complicato rapporto tra salute delle ossa e alimentazione. Se è oramai assodato che vitamina D e calcio hanno un ruolo benefico e positivo, meno indagata (e spesso contrastante) è la correlazione con gli altri micronutrienti.
La metanalisi Effects of β-carotene intake on the risk of fracture: a Bayesian meta-analysissi ha l’obiettivo di indagare l’associazione tra β-carotene e il rischio di fattura, analizzando i risultati di nove precedenti studi osservazionali.
I dati finali suggeriscono un’associazione inversa tra β-carotene e rischio di fatture, registrata sia in studi di coorte che in quelli caso-controllo.
Dunque, il β-carotene e il consumo di alimenti che lo contengono come frutta e verdura possono avere un ruolo protettivo nei confronti delle fratture. Questo studio apre la strada a nuovi studi randomizzati controllati che possano confermare questa associazione protettiva.

Carla Lertola, dietologa


Un gruppo di ricercatori cinesi ha condotto una metanalisi per studiare l’associazione tra l’assunzione di β-carotene e il rischio di fratture utilizzando nove studi peer-reviewed composti da 190.545 uomini e donne, scoprendo che l‘assunzione alimentare di β-carotene (1,76-14,30 mg/giorno) era associata a una riduzione del 12% del rischio di fratture. Inoltre, una maggiore assunzione di β-carotene è stata associata a un minor rischio di fratture dell’anca. I risultati della metanalisi suggeriscono che un maggiore apporto alimentare di β-carotene può avere un ruolo favorevole nella protezione del rischio di frattura.

La solidità dei risultati è rafforzata dal riscontro di un’associazione inversa tra l’assunzione di β-carotene e il rischio di frattura sia in studi prospettici di coorte che caso-controllo.

L’effetto protettivo del β-carotene è più marcato nelle donne

Per quanto riguarda il sesso, i ricercatori hanno rilevato che, al crescere delle quantità di β-carotene assunto, le femmine sviluppano un minor rischio di frattura rispetto ai maschi. Questo può essere un risultato plausibile, date le differenze ormonali tra i sessi, anche se altri studi condotti su popolazioni diverse e con differenti abitudini alimentari avevano portato a conclusioni differenti

Un meccanismo ancora poco chiaro

Il meccanismo alla base dell’associazione tra l’assunzione di β-carotene e la minore incidenza di rischio di frattura rimane poco chiaro. Tuttavia, sono stati proposti alcuni probabili meccanismi biologici. Un apporto sufficiente di vitamina A, compreso il β-carotene, è essenziale per le normali attività fisiologiche, influenzando l’asse dell’ormone della crescita. Alcuni studi sugli animali suggeriscono che il β-carotene, essendo un antiossidante, contribuisce alla difesa del corpo contro le specie reattive dell’ossigeno. Si ritiene che lo stress ossidativo svolga un ruolo importante nello sviluppo di diverse malattie croniche, inclusa la frattura osteoporotica.

Il β-carotene, essendo un antiossidante, può avere un effetto benefico contro lo stress ossidativo correlato all’osteoporosi.

Il β-carotene migliora l’osteoclastogenesi e riduce l’apoptosi degli osteoblasti stabilizzando la via di segnalazione della β-catenina, che porta a una diminuzione del riassorbimento osseo. Inoltre, i carotenoidi possono interferire con la segnalazione del recettore del fattore di crescita regolando IGF-1 / IGFBP3, che è associato alla funzione cognitiva. La funzione cognitiva compromessa è un noto fattore di rischio per cadute e fratture dell’anca.

Limitazioni alla metanalisi

I ricercatori dichiarano che ci sono alcune limitazioni alla loro metanalisi. In primo luogo, il livello di consumo dell’assunzione di β-carotene non è coerente tra gli studi identificati. Inoltre, i modelli di consumo di frutta e verdura tra i paesi sono molto diversi. Ciò potrebbe influenzare l’affidabilità dei risultati. In secondo luogo, i metodi di valutazione dell’assunzione di β-carotene negli studi variavano: alcuni studi hanno valutato il β-carotene utilizzando un questionario convalidato sulla frequenza alimentare, mentre altri hanno utilizzato un questionario che non lo era. In terzo luogo, nei diversi studi il risk ratio (RR) è stato aggiustato per diversi gruppi di fattori di confondimento. Inoltre, alcuni dei potenziali fattori confondenti (cioè età, attività fisica, assunzione supplementare di carotenoidi, fumo e vitamine) non sono stati presi in considerazione, il che contribuisce all’eterogeneità dei risultati. Infine, la meta-analisi si è basata su studi osservazionali, che non possono determinare una relazione causale tra β-carotene e fratture.

β-carotene e rischio di fatture

La metanalisi ha generato un pooled-RR usando un nuovo approccio bayesiano per valutare l’associazione tra l’assunzione di β-carotene e il rischio di frattura utilizzando nove studi osservazionali peer-reviewed.

Sia negli studi caso-controllo sia in quelli di coorte è stata costantemente osservata l’associazione inversa tra β-carotene e il rischio di fratture. I risultati osservati supportano il ruolo del β-carotene come potenziale fattore protettivo per le fratture.

Un elevato apporto di frutta e verdura ricche di antiossidanti può essere benefico per la salute delle ossa e può ridurre il rischio di fratture.

I ricercatori raccomandano di condurre studi randomizzati controllati per confermare la potenziale relazione protettiva osservata tra l’assunzione di β-carotene e le fratture.

Lo studio

Charkos, T.G., Liu, Y., Oumer, K.S. et al. Effects of β-carotene intake on the risk of fracture: a Bayesian meta-analysis. BMC Musculoskelet Disord 21, 711 (2020). https://doi.org/10.1186/s12891-020-03733-0